Grazie al recente restauro della cappella della Madonna a Collesano, è ora possibile ammirare al meglio dettagli e particolari anche degli affreschi ivi presenti di Giovanni Giacomo Lo Varchi, pittore locale attivo nel sedicesimo secolo. In uno di questi dipinti denominato Ecce Homo, è ben evidente un cane che assiste alla scena. Ma questo non è un caso isolato: infatti in uno dei pannelli della seconda cantoria(sempre nella Basilica di San Pietro), restaurata nel 2010, è pure rappresentato un cane in una scena che si riferisce all’infanzia di Maria come pure in altro affresco presente nella Chiesa di Santa Maria La Vecchia che raffigura lo “Sposalizio della Vergine”.
La circostanza è ben nota a Collesano dove è diffusa la convinzione popolare secondo la quale la presenza del cane è da riferirsi a una civetteria personale del pittore che avrebbe utilizzato l’animale come una propria firma. A parte il fatto che non ci sono riferimenti che avvalorino la tesi, va sottolineato, in generale, che nelle rappresentazioni pittoriche nulla è casuale visto che gli artisti operavano sotto l’occhio vigile di prelati e committenti e ogni dettaglio ha uno scopo e una funzione; inoltre in particolare la presenza del cane la si trova anche in altri pittori e pertanto non è una peculiarità del Lo Varchi.
Appare, pertanto, alquanto infondata l’idea dell’osservatore disattento che ritenga casuale la presenza del cane mentre è più probabile e fondata l’ipotesi che l’animale sia rappresentato con riferimento al suo attributo principale, la “fedeltà”. Non per caso la Madonna è detta “Virgo Fidelis” e nel caso del quadro dell’Ecce Homo il riferimento è alla fedeltà del Cristo che esegue fino in fondo il volere del Padre.
(Nella foto Asci l’Ecce Homo del Lo Varchi).


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