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31
Oct
Io, pronipote dell’anarchico Paolo Schicchi. PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Antonino Cicero   

La vita “pubblica” dell’anarchico Paolo Schicchi è stata sviscerata, nei suoi punti salienti almeno, in quella serie di articoli già pubblicati su Collesano.org.
Un profilo più intimistico, in certo qual modo, ci viene invece fornito dal pronipote dell’anarchico collesanese, l’ingegnere Nicola Schicchi, figlio di Simone, il cui padre Niccolò, direttore scolastico a Collesano per parecchi anni, era fratello di Paolo.

Quello che ci ha raccontato l’ingegnere Schicchi, che si divide tra Lerici (Liguria) e Cefalù (contrada Kalura), ci rende un anarchico contrastato, una figura ondivaga tra la sua Idea e le sue gesta, tra la “parte pubblica” e la “parte privata”, intrisa di famiglia e di tradizione.

 
17
Oct
La storia . Quattro grandi soldati collesanesi deportati in Germania e insigniti nel 2010 della medaglia d'onore PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Antonino Cicero   

Giovanni Failla, Salvatore Ficcaglia, Filippo Mogavero, Sebastiano Puccia vennero deportati in Germania e ci restarono fino al 1945. Nel 2010 sono stati insigniti della Medaglia d’Onore concessa dal Presidente della Repubblica.

Medaglia d'onoreLe sigle hanno uno strano sapore quando si intrecciano con il filo degli affetti e dei ricordi.

Questo articolo gioca tra la cronaca ed il ricordo personale, familiare. Uno di loro è (era) mio nonno. Uno dei quattro soldati italiani, di Collesano, rintracciati attraverso la storia con una sigla, piccola, potente: IMI. Internato Militare Italiano.

 
14
Oct
Collesano. Verrà riqualificata la zona urbana dell’antico quartiere Bagherino con fondi regionali PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Angelo Asciutto   

Borgo Bagherino- CollesanoLa zona più antica di Collesano e cioè il quartiere Bagherino-Stazzone sarà interessata a breve da un intervento complessivo di riqualificazione urbana: il progetto definitivo prevede il rifacimento della pavimentazione in pietra e cotto, la sistemazione dell’illuminazione pubblica e la regimentazione delle acque meteoriche.
Si avvia così finalmente a soluzione il recupero di un intero quartiere che, da diversi decenni, era in attesa di un intervento necessario in una zona che, per altro, è il palcoscenico naturale di manifestazioni di richiamo che si svolgono il Venerdì Santo.

 
28
Sep
L’anarchico Paolo Schicchi. Profilo di un personaggio storico. Quarta parte. PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Antonino Cicero   

Paolo Schicchi - Collesano

Le condizioni di salute di Paolo Schicchi peggiorarono improvvisamente e pertanto egli ottenne il permesso di sottoporsi all’operazione di ernia inguinale. Siamo nel 1941 e ritroviamo Paolo laddove lo avevamo lasciato: Clinica Noto, via Dante, n. 310. Qui riprese una delle sue attività preferite: la stampa dei periodici. È la volta de “L’Èra Nuova”, ma tantissimi ne fondò e pubblicò nella sua vita: “Pensiero e dinamite”, “La Diana”, “Croce di Savoia”, “Apologeticus”, “L’Avvenire Anarchico” e i tanti “Vespri”, come “Il Vespro Anarchico”, “Il Vespro Internazionale”, “Il Vespro Sociale”, “Il Vespro Libertario”, ecc..

Scioltosi il regime, non con poca ipocrisia, dalle più disparate fazioni, Paolo fu acclamato come una icona antifascista. Presidente onorario dell’Associazione dei perseguitati politici, furono soprattutto i comunisti e i separatisti di Finocchiaro Aprile a contenderselo. Tra le tante, vi fu pure la proposta di candidarlo all’Assemblea Costituente, ma Schicchi li fece caracollare giù dalle scale della clinica a suon di bastonate (un massiccio bastone di legno, oggi in casa dell’ingegnere Nicola), perché Paolo non avrebbe mai fatto parte di alcuna assemblea.

 
20
Sep
L’anarchico Paolo Schicchi. Profilo di un personaggio storico. Terza parte. PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Antonino Cicero   

Paolo Schicchi - Collesano

Antimilitarista, non interventista in occasione del primo conflitto mondiale, Paolo Schicchi vide ben presto nell’ascesa del movimento fascista il nuovo nemico da combattere. Riprese i suoi infuocati comizi e i suoi articoli al vetriolo contro il fascismo e Casa Savoia. E, proprio per offese al re e al governo fascista a mezzo della stampa, venne imputato, ma clamorosamente assolto (pur patendo il carcere preventivo), davanti alla Corte Ordinaria d’Assise di Palermo. A chiederne la liberazione fu anche il famoso poeta dialettale Ignazio Buttitta, con la poesia “Libbirati Schicchi”: «Signori di la liggi, ‘ntra l’aricchi/ Nun lu sintiti stu gridu putenti,/ Chi l’infucati Madunii luntani/ Vi mànnau pi mezzu di li venti?/ Libbirati Schicchi». Ecco un passo dell’intervento, in udienza, dello stesso Schicchi: «Perché quando nello stesso tempo, in un giornale fascista di Roma, si gridava “viva Mussolini, abbasso il Re”, in un articolo così violento che a confronto il mio è il fiore dell’urbanità, nessun magistrato procedette? … Se vi sono uomini che vogliono governare calpestando la sacra Dea della libertà, vi sono uomini che a ciò si oppongono, ed a questi appartengo io, vi apparterrò sempre, anche se dovessi stare sempre in carcere, anche se dovessi morire in galera».

L’anno prima, invece, nel 1923, gli attacchi al Vaticano gli erano valsi un altro processo, presso la Corte d’Assise di Termini Imerese, con l’accusa di vilipendio della religione cattolica e del Papa. Venne assolto, arringando la sua difesa con i versi danteschi. Ci racconta il Souvarine: «Paolo Schicchi aprì la « Divina Commedia » e lesse tutti i passi in cui il Poeta della rettitudine, sei secoli prima di lui aveva attaccato la Chiesa, i preti e il Papa. Paolo Schicchi lesse: «Di voi pastor s’accorse il Vangelista/ quando colei che siede sopra l’acque/ puttaneggiar coi regi a lui fu vista,/ … / la Vaticana lupa che dopo il pasto/ ha più fame che pria».

 
13
Sep
L’anarchico Paolo Schicchi. Profilo di un personaggio storico. Seconda parte. PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Antonino Cicero   

Paolo Schicchi - CollesanoPerseguitato dalle polizie di mezza Europa, Paolo Schicchi saltellò dalla Francia a Malta, dalla Svizzera alla Spagna dove, a Barcellona, venne imprigionato e torturato fin quasi a morirne. Pagata una sorta di cauzione, uscì dal carcere e si diresse a Marsiglia, e da qui a Genova.

Continuando a correr via dalla polizia, si fermò a Pisa, dove venne riconosciuto e, per fuggire, esplose contro un delegato delle forze dell’ordine un colpo di pistola, ma in aria. Ciononostante, i giudici della Corte d’Assise di Viterbo, nel famoso processo del 1893 a suo carico, registrarono l’episodio come tentato omicidio, oltre ad imputargli i fatti di Palermo (1891) e di Genova (1892). La condanna fu a 12 anni di reclusione e a 3 anni di sorveglianza speciale. Ma andiamo con ordine.

Quanto a Palermo, tutto maturò come sdegnosa reazione alle parole del ministro dell’Interno, Giovanni Nicotera, il quale, essendo nell’aria per quel 1o maggio una possibile manifestazione di protesta di un gruppo di lavoratori per le difficili condizioni di vita, ebbe a dire che se fossero scesi in piazza, li avrebbe fatti schiacciare, uomini, donne e bambini, dalla cavalleria. E Paolo Schicchi, sconcertato a quelle parole, predispose un attentato alla caserma di cavalleria di Palermo.

 
05
Sep
L’anarchico Paolo Schicchi. Profilo di un personaggio storico. Prima parte. PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura
Scritto da Antonino Cicero   

Non ricordo esattamente quando decisi di sapere, finalmente, qualcosa di più su Paolo Schicchi. Fino a quel momento era stato solo un nome; una piccola targa appesa alla parete di un edificio che guarda la fontana dei Quattro Cannoli; una piccola viuzza cittadina; una lapide sulla tomba di famiglia, voluta dai suoi compagni statunitensi in occasione del primo anniversario della sua morte.

Quando cominciai a spulciare qualche libro, a sfogliare nuove pagine, fino a dedicare un po’ più di tempo ai suoi giornali, mi avvidi che tra le mani mi passavano i più importanti nomi ed avvenimenti di quella storia che ho studiato e che si continua a studiare sui banchi di scuola.

Per me Paolo Schicchi non fu più l’anarchico, quanto il personaggio storico. Ed è da questa prospettiva, senza intendimenti apologetici né macchinose sperimentazioni nel campo della propaganda delle idee, che scrivo queste righe.

 
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