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05
Feb
Il Conservatore del Museo della Targa Florio di Collesano Michele Gargano, risponde a Giovanni Battista Meli
Cronaca
Scritto da Giampiero Guzzio   
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IMG 20180203 183856Diversi segnali (comprese operazioni opache, vere e proprie manipolazioni politiche, velate allusioni) indicano che il momento è propizio per ascoltare una mia parola non " autorevole", come tu la definisci, ma che aiuti a cogliere cosa realmente stia a cuore alla nostra comunità e che soprattutto aiuti a dissipare sospetti e fumi artificiali, per guardare al cuore di tutta la questione, fuori da narrazioni "politicizzate".

E' ormai chiaro a tutti che Collesano non avrà la prova – spettacolo che nelle trascorse edizioni della Targa ha coagulato attorno a sé l'adesione e la risposta entusiastica di appassionati e addetti ai lavori. Quando si è delineato il nuovo scenario, a più riprese e in diverse circostanze, presso l'Ente competente e le sue rappresentanze, ho manifestato la sorpresa e il rincrescimento per un cambio di rotta che veniva ad interrompere una bella pagina di sport che pensavamo ormai consolidata.

La credenziale di "autorevolezza" e "spendibilità" che attribuisci alla figura del Conservatore ha dovuto prendere atto, suo malgrado, che l'edizione della Targa 2018, già avviata per tempo e alla luce dei nuovi assetti usciti dal rinnovo delle cariche ACI Palermo nonchè delle linee di condotta dettate dalla CSAI circa lo svolgimento delle prove spettacolo (due equipaggi contemporaneamente, possibilmente con formula a inseguimento, per esigenze televisive) uniformi per tutte le gare, avrebbe avuto, come scenario per la disputa della prova spettacolo, gli spazi all'uopo individuati nella zona industriale di Termini Imerese. Questa è la realtà nuda e cruda. Che piaccia o meno. Ma non è una resa "incondizionata" o "con l'onore delle armi". Le considerazioni che seguono ti renderanno chiaro il significato di queste mie parole.

Alla figura del Conservatore del Museo, pare di capire, tu attribuisci virtù taumaturgiche che sono estranee al ruolo rivestito e, soprattutto, allo scopo sociale dell'Istituzione museale. Perché, se cosi fosse, significherebbe che l'unico, o meglio, il principale soggetto deputato a proporre fattivamente, negoziare e mediare, e cioè il soggetto politico, avrebbe tradito e snaturato il mandato ricevuto. Una persona esperta e navigata politicamente quale sei tu dovrebbe ben sapere questo. Mi suonano sinistre le parole conclusive del tuo invito laddove (cito testualmente) viene detto: "... saprai anche valutare il reale interesse e le intenzioni di chi siede al tavolo di un comitato esecutivo e che dovrebbe tutelare l'immagine del nostro museo e della nostra Collesano". A differenza tua, sono fermamente convinto che , quand'anche si fosse verificato un blackout temporaneo nel circuito di comunicazione che vede coinvolti, ciascuno per la parte di competenza, amministrazione comunale, istituzione museale, ente esterno, non sarebbe produttivo alimentare o mantenere uno stato di conflittualità tra principi e strutture contrapposti, ma di trovare soluzioni realistiche che consentano di proseguire e riavviare l'opera di valorizzazione che Collesano merita nello specifico. Nessuno, in coscienza, può dire di avere soluzioni perfette per tutti i problemi. Occorrono tempo e pazienza, perché si possano rimarginare quelle che appaiono come ferite inflitte alla comunità. Con onestà e realismo, non chiederei altro che assolvere ai compiti istituzionalmente assegnati con più serenità, chiudendo definitivamente un lungo periodo di contrapposizioni, per aprire spazi di maggiore fiducia ed offrire il positivo contributo delle forze sane al perseguimento di un valore collettivo e condiviso: la visibilità di Collesano nella degna cornice dello svolgimento della Targa Florio. Espressioni quali tradimento, resistenza, resa, scontro, cedimento, che mi sono pervenute all'orecchio in questi giorni dovrebbero far posto ad altre, quali servizio, dialogo, collaborazione. Sto toccando con mano concreta come ci si aggrappi allo spirito di contrapposizione per condannare e vituperare o che si utilizzi l'evento contingente come un pretesto per fomentare nuovi risentimenti e chiusure. Se non si è disposti a cambiare questo approccio, sorge un grave problema: quello di pensare ed agire solo in chiave politica e, peggio ancora, personalistica. Certo, è legittimo avere opinioni diverse sulle risposte più opportune da offrire ai problemi del passato e del presente. Questo è del tutto ragionevole. Detto ciò, penso che nessun punto di vista personale possa essere ritenuto come esclusivo interprete di ciò che è bene per i Collesanesi. Ci vuole più cautela e moderazione da parte di tutti per non cadere in sterili polemiche che feriscono la comunità e ci rubano la speranza di un futuro migliore. Cordialmente

Il Conservatore Michele Gargano

 








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